martedì 14 maggio 2013

L'amaro sapore del potere



Il Cavaliere dunque è arrivato al capolinea. Dopo vent’anni di attività politica, quasi certamente anche lui assaggerà i confort di una prigione italiana. E’ inutile farsi illusioni, perché la china è inarrestabile ed il suo destino è segnato. E’ solo questione di tempo. Di fronte all’ipotesi del carcere, anche l’interdizione dai pubblici uffici passa in secondo piano. Quello che i suoi nemici amavano definire l’uomo più potente d’Italia, il padrone della stampa e della TV, sarà condotto in carcere come un qualunque malfattore.
C’è un retrogusto amaro in tutta la vicenda, non temperato, e anzi aggravato,  dal fatto che in tutto questo il Cavaliere ci ha un po’ messo del suo. Qualche suo comportamento, anche se non penalmente rilevante, è apparso disinvolto e disdicevole.
Di peggio, anzi di decisamente vergognoso, c’è stato solo il comportamento dei giudici.

lunedì 13 maggio 2013

Padri e figli


          

          Dunque. Le figlie di  Enzo Tortora si dissociano con parole più o meno accettabili dal paragone che il Cavaliere ha fatto tra la sua vicenda e quella del famoso presentatore. Certo non è che il fatto di essere figlie di Tortora garantisca loro l’interpretazione autentica dei fatti. D’altra parte l’Italia è piena di figli di, mogli di, fratelli di, che si arrogano  curiose esclusive quando si tratta di raccontare o interpretare. Non mancano poi di quelli che  ideologicamente pencolano pericolosamente dalla parte degli assassini dei loro congiunti.
               Le figlie di Tortora forse avrebbero fatto bene a mantenere un certo riserbo, ma capisco che con il mestiere che fanno (Una lavora al TGLa7, l’altra alla RAI) anche loro sono quasi costrette a conformarsi al pensiero dominante.
             Che dire? La vicenda genera un po’ di tristezza. Io ricordo molto bene Enzo Tortora, alla cui vicenda mi appassionai  a lungo. Era una persona mite e gentile, ma soprattutto era una persona intelligente ed anticonformista. In una RAI, che già allora pullulava di democristiani, socialisti e comunisti, egli aveva il coraggio e l’orgoglio di definirsi liberale, anche se poi trovò rifugio tra i radicali che furono gli unici a proteggerlo. Non escludo che già allora qualcuno gli abbia fatto pagare questa sua indipendenza ideologica, che gli impediva di intrupparsi nel gregge.
              Certo. Enzo Tortora aveva molte qualità. Purtroppo  non è detto che le qualità dei padri poi discendano “per li rami” e si ritrovino nei figli.

domenica 12 maggio 2013

Quando ce vo' ce vo'



Piazza del Duomo ieri a Brescia,  ore 18. Il Cavaliere  ha arringato la folla del PDL. In un angolo della piazza, una manifestazione spontanea di passanti e di cittadini, che hanno contestato a lungo. Quando è troppo è troppo! Sentir parlare il Cavaliere, che attacca i giudici e osa parlare di riforma della giustizia, ti fa girare i cosiddetti. Bisogna capirli quei cittadini. Uno esce di casa per fare una passeggiata sul corso e si imbatte in una manifestazione di quel genere. Il meno che puoi fare è quello di organizzare subito una bella contromanifestazione spontanea. Corri a casa, tiri fuori i pennarelli colorati e i cartoncini, prepari un bello  slogan ad effetto, apri l’armadio, tiri fuori le bandiere di Nicky Vendola o di Beppe Grillo, ritorni in piazza e gridi. E che diamine! 

sabato 11 maggio 2013

A proposito di nani



Non so se ci avete fatto caso, ma di nani in giro se ne vedono sempre di meno e quei pochi  hanno tutti una certa età. Sono finiti i tempi  di quando a Napoli, prima di giocare al lotto, si strofinava la schedina sulla schiena di un nano, tanto più apprezzato se, oltre ad essere tale, aveva anche la gobba. Giacomo Leopardi non era propriamente un nano, ma era di bassa statura ed  aveva una gobba piuttosto prominente, talché, quando usciva a passeggio per i vicoletti di Napoli, consentiva allegramente ai passanti di sfogare tutte le loro ubbie scaramantiche.
 Insomma tutto questo non è più possibile, o quasi. Vivesse ancora Hitler, che sognava un mondo privo di malformazioni fisiche, vedrebbe che i suoi sogni si sono quasi realizzati. L’unica differenza è che Hitler i nani li mandava nei campi di concentramento e li arrostiva nelle camere a gas, mentre oggi non c’è più bisogno di ricorrere a simili barbarie. Il lavoro è molto più pulito. Si fa una bella diagnosi prenatale e, se è il caso, si pratica l’aborto.
In conclusione bisogna dire che i nani stanno diventando veramente una specie rara e  nei circhi, ove la loro presenza è ancora  richiesta, si favoriscono i matrimoni tra nani per poter disporre di qualche esemplare. Insomma i nani, se e quando  ci sono, bisognerebbe proteggerli.
Detto questo, non riesco a capire perché quel villano di  Dario Fo se la prenda continuamente con Renato Brunetta. Il Premio Nobel, o Ignobel come dicono alcuni, lo sa che Brunetta è uno degli ultimi nani in circolazione?

venerdì 10 maggio 2013

Aldo Moro: in memoriam




Ricorreva ieri l’anniversario della morte di Aldo Moro, avvenuta  nel 1978  per mano dei terroristi delle Brigate Rosse. Siccome voglio ricordarlo anche io, ma senza retorica, dico subito che egli non ebbe l’aureola e la grandezza dei martiri. Certamente bisogna stendere un velo di umana pietà su molte vicende, ma non si possono non ricordare  alcune cose. Prima di tutto ci sono da ricordare molte sue lettere, talmente imbarazzanti, che in un primo momento si pensò che egli fosse stato costretto a scriverle sotto dettatura delle Brigate Rosse, anche se non c’è costrizione che tenga quando  ci si rifiuta di obbedire. In quelle lettere egli accusava il suo partito, nel quale era vissuto per tutta la vita ricevendone in cambio onori e stima, di tutte le nefandezze possibili e immaginabili. In quelle lettere egli implorava i suoi amici di ricorrere ad ogni compromesso, anche il più umiliante, pur di poter aver salva la vita, alla quale dimostrava  di tenere moltissimo. Spiace doverlo dire: Aldo Moro forse visse bene la sua vita, ma certamente non seppe morire.

giovedì 9 maggio 2013

Vediamo 'sto scemo dove vuole arrivare



Non si è ancora placata l’eco della condanna a Milano nell’appello per i diritti Mediaset, che la procura di Napoli ha chiesto l’incriminazione di Berlusconi per il caso De Gregorio. Si tratta di un processo  infinito, come l’universo. Berlusconi sostiene:
-Le procure mi vogliono eliminare.
Sono vent’anni che lo dice e la cosa incomincia a diventare stucchevole. Qualche volta  egli ci ha messo del suo, con qualche comportamento disinvolto, e questo  fa perfino dubitare della sua intelligenza. Ma, a parte questo, il suo comportamento ricorda quello di Totò in una famosa scenetta con Mario Castellani.  Totò raccontava di un certo Pasquale che lo riempiva di botte e a Castellani che gli chiedeva:
-Ma tu cosa hai fatto? Perché non hai reagito?
Egli rispondeva:
-Io? Ho pensato…vediamo ‘sto scemo dove vuole arrivare.

mercoledì 8 maggio 2013

Il buon tempo si vede dal mattino



Sto seguendo con un certa curiosità i primi atti del nuovo parlamento e del nuovo governo. Mi convinco sempre di più che Dio acceca quelli che vuole perdere e che vuole sprofondare nell’abisso. E’ sufficiente seguire i dibattiti televisivi, anche quelli che pretendono di essere contro corrente e di essere più in sintonia con il sentire comune. Una desolazione: l’eterno bla-bla dei miserabili, che sproloquiano su tutto, ma non su quello che interessa  e che serve veramente. Non un gesto concreto, a parte qualche parola fumosa tanto più irritante quanto più fumosa, sui costi della politica, dell’amministrazione dello stato e sui vergognosi privilegi della casta. L’unica cosa che sembra interessare ai nostri politici è quella di arraffare il più possibile prima che la nave affondi. Di questo passo non ci vuole il mago di Arcella per capire quello che succederà. Alle prossime elezioni  Grillo ci sarà ancora e  avrà il 50% dei voti. L’unico dubbio è se ci sarà ancora l’Italia.