martedì 29 settembre 2026

A Stella Amoruso

 

E’  deceduta il giorno 28 settembre 2026 la collega ed amica Stella Amoruso. Quello che segue è il breve discorso che ho avuto l’onore di rivolgerle il giorno successivo nella Chiesa del Carmine a Crotone, in occasione dei suoi funerali. Lo riproduco qui per coloro che non fossero stati presenti.

Cara Stella, ti immagino nel sudario che avvolge il termine di ogni esistenza terrena e ti rivedo serena, con l’ombra di un sorriso dipinto sul volto.

Tu sei la mia, la nostra Stella, e mi ritrovo qui a continuare con te in modo dimesso e pacato quei lunghi conversari che hanno caratterizzato i miei, i nostri rapporti con te.

Ti ricordo quando ti ho vista per la prima volta e ti ho conosciuta. Avevo qualche anno meno di te: ti davo del voi e ti chiamavo Signora Stella, come si usava una volta, tra persone educate.  E tu subito mi chiedesti di darti del tu e di chiamarti solo con il tuo splendido nome, cosa che mi affrettai e mi abituai a fare, vincendo la mia innata e naturale timidezza.

Era, il nostro, solo l’inizio di un lungo e continuo rapporto che ci avrebbe visti prima colleghi al Donegani, poi affettuosamente amici ed infine anche vicini di casa, quasi per un imperscrutabile disegno del destino che aveva deciso che le nostre frequentazioni durassero a lungo e diventassero una costante delle nostre vite. E tutto questo consentì a me, a noi, e comunque a tante altre persone, di apprezzarti come collega, come amica, come moglie, come madre delle tue figlie Chiara, Teresa, Donata, Francesca, come maestra di vita.

La scuola fu il primo proscenio di queste frequentazioni. Ci capitò di lavorare fianco a fianco nella preparazione di qualche progetto ed ebbi modo di apprezzare la tua cultura, il tuo profondo sentire, la dolcezza dei tuoi modi. Tutte doti che ti inducevano a considerare i tuoi studenti come dei figli da avviare lungo i sentieri della vita ed i tuoi colleghi come amici con cui condividere le gioie e le sofferenze, i piaceri ed i dispiaceri, di una attività affascinante, ma pur sempre piena di difficoltà.

Siamo stati bene insieme per tanti anni e questo ha favorito l’evoluzione del nostro essere colleghi verso una forma di amicizia non scevra di qualche punta di affetto e di profonda, reciproca stima. Ti ringrazio per quello che hai fatto per me ed a nome di tutti ti ringrazio per la gentilezza che ha caratterizzato il tuo stile di vita, il tuo modo discreto ed affabile di relazionarti con tutti noi.

Ora ci ritroviamo tutti insieme a porgerti l’ultimo saluto, affranti, ma consapevoli del fatto che la tua vita non termina qui, perché continua oltre i limiti angusti dell’esistenza terrena, là dove è il luogo riservato ai giusti, là dove si consegue il “premio che i desideri avanza” e dove tutto il resto è soltanto “silenzio e tenebre”.

Buon viaggio, cara Stella. A nome mio, a nome di tutti i colleghi e soprattutto a nome degli amici del gruppo “Quelli di via Tito Minniti”. Buon viaggio.

Ezio Scaramuzzino

Crotone, 29 settembre 2026




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