E’ deceduta il giorno 28 settembre 2026 la
collega ed amica Stella Amoruso. Quello che segue è il breve discorso che ho
avuto l’onore di rivolgerle il giorno successivo nella Chiesa del Carmine a
Crotone, in occasione dei suoi funerali. Lo riproduco qui per coloro che non
fossero stati presenti.
Cara
Stella, ti immagino nel sudario che avvolge il termine di ogni esistenza
terrena e ti rivedo serena, con l’ombra di un sorriso dipinto sul volto.
Tu sei la mia, la nostra Stella, e mi
ritrovo qui a continuare con te in modo dimesso e pacato quei lunghi conversari
che hanno caratterizzato i miei, i nostri rapporti con te.
Ti ricordo quando ti ho vista per la prima volta e ti ho
conosciuta. Avevo qualche anno meno di te: ti davo del voi e ti chiamavo
Signora Stella, come si usava una volta, tra persone educate. E tu subito mi chiedesti di darti del tu e di
chiamarti solo con il tuo splendido nome, cosa che mi affrettai e mi abituai a
fare, vincendo la mia innata e naturale timidezza.
Era, il nostro, solo l’inizio di un lungo e
continuo rapporto che ci avrebbe visti prima colleghi al Donegani, poi
affettuosamente amici ed infine anche vicini di casa, quasi per un
imperscrutabile disegno del destino che aveva deciso che le nostre
frequentazioni durassero a lungo e diventassero una costante delle nostre vite.
E tutto questo consentì a me, a noi, e comunque a tante altre persone, di
apprezzarti come collega, come amica, come moglie, come madre delle tue figlie
Chiara, Teresa, Donata, Francesca, come maestra di vita.
La scuola fu il primo proscenio di queste
frequentazioni. Ci capitò di lavorare fianco a fianco nella preparazione di
qualche progetto ed ebbi modo di apprezzare la tua cultura, il tuo profondo
sentire, la dolcezza dei tuoi modi. Tutte doti che ti inducevano a considerare
i tuoi studenti come dei figli da avviare lungo i sentieri della vita ed i tuoi
colleghi come amici con cui condividere le gioie e le sofferenze, i piaceri ed
i dispiaceri, di una attività affascinante, ma pur sempre piena di difficoltà.
Siamo stati bene insieme per tanti anni e
questo ha favorito l’evoluzione del nostro essere colleghi verso una forma di
amicizia non scevra di qualche punta di affetto e di profonda, reciproca
stima. Ti ringrazio per quello che hai
fatto per me ed a nome di tutti ti ringrazio per la gentilezza che ha
caratterizzato il tuo stile di vita, il tuo modo discreto ed affabile di
relazionarti con tutti noi.
Ora ci ritroviamo tutti insieme a porgerti
l’ultimo saluto, affranti, ma consapevoli del fatto che la tua vita non termina
qui, perché continua oltre i limiti angusti dell’esistenza terrena, là dove è
il luogo riservato ai giusti, là dove si consegue il “premio che i desideri
avanza” e dove tutto il resto è soltanto “silenzio e tenebre”.
Buon viaggio, cara Stella. A nome mio, a
nome di tutti i colleghi e soprattutto a nome degli amici del gruppo “Quelli di
via Tito Minniti”. Buon viaggio.
Ezio Scaramuzzino
Crotone, 29 settembre 2026

Nessun commento:
Posta un commento