Tre condizioni sono necessarie per la felicità: essere imbecilli, essere egoisti e godere di buona salute. Ma, se manca la prima, tutto il resto è inutile. (Gustave Flaubert)
sabato 21 giugno 2014
Semel in anno
In un punto imprecisato del pianeta Terra, Sabato 14 Giugno 2014, dopo un anno di duro lavoro...
mercoledì 4 giugno 2014
La nostra linea Maginot

Quello che si vede nella foto 1 è uno dei tanti fortini costruiti lungo le coste del territorio crotonese durante la Seconda Guerra Mondiale. Mussolini era convinto che l’invasione della penisola da parte degli alleati sarebbe incominciata proprio qui da noi e diede ordine di disseminare le coste di tali manufatti. Nella foto 2 è possibile vederne uno sulla strada che conduce a Scandale, nei pressi di una curva denominata proprio “curva del fortino”. Evidentemente faceva parte di una seconda linea difensiva.
Se ispezionato da vicino, il manufatto permette di farsi un’idea
dei grandi piani strategici dei capi del Fascismo. Vi si accede da una
piccola apertura posta a livello del terreno ed è ampio non più di 4 – 5 metri
quadri. Un certo numero di feritoie, come negli antichi castelli,
consente di appoggiarvi delle armi e di tentare una qualche opposizione all’invasore.
Se si pensa alla Linea Maginot o al Vallo Atlantico costruiti sul territorio francese, ma soprattutto se si
pensa al diluvio di fuoco che gli Americani fecero piovere sulle coste della
Normandia, non so se viene da ridere o da piangere. Consola il fatto che
quei fortini non furono mai utilizzati, perché non ce ne fu mai bisogno. Essi
restano lì, inerti e muti testimoni dell’imbecillità e della follia umana.
giovedì 29 maggio 2014
Un giorno al Benedetto XVI
Francesco Latella
Rossella Napolano
Serafino Parise
Giovanna Freno
Ezio Scaramuzzino
Lucia Lonetti
Gelsomina Pompò
Un giorno nella vita all'Istituto Benedetto XVI di Crotone. Un corso di dizione, una torta e dei pasticcini, tanti cari amici, due quadri sulla parete, il piacere di stare assieme, di insegnare agli altri e di imparare dagli altri.
Rossella Napolano
Serafino Parise
Giovanna Freno
Ezio Scaramuzzino
Lucia Lonetti
Gelsomina Pompò
Un giorno nella vita all'Istituto Benedetto XVI di Crotone. Un corso di dizione, una torta e dei pasticcini, tanti cari amici, due quadri sulla parete, il piacere di stare assieme, di insegnare agli altri e di imparare dagli altri.
E, soprattutto, il proponimento di fare altro, di più.
mercoledì 28 maggio 2014
giovedì 22 maggio 2014
Guzzanti- Verdi- Mazzini
bruno gualdi scrive:
21 maggio 2014 alle 21:19
21 maggio 2014 alle 21:19
forse mi sono spiegato male, il mio voleva essere un complimento, al lavoro, certo che è bello. scrivere fra parentesi voleva essere solo una battuta senza cattiveria, davvero, la cattiveria non fa parte di me.
il fatto del Mazziniano non lo vedo come un’offesa, basta guardare le foto dell’epoca. Che lei non abbia niente in comune con Mazzini, o inversamente tutto, non lo so e non è che mi interessi molto perché è ininfluente. c’è solo il fatto che vedendo il disegno mi ha ricordato quell’immagine, ma ripeto, senza allusioni o cattiverie varie.
sinceramente sono amareggiato, pensavo di dire qualche cosa di simpatico ma ho sbagliato, che vuole che le dica, credo che chi male intende peggio risponde
il fatto del Mazziniano non lo vedo come un’offesa, basta guardare le foto dell’epoca. Che lei non abbia niente in comune con Mazzini, o inversamente tutto, non lo so e non è che mi interessi molto perché è ininfluente. c’è solo il fatto che vedendo il disegno mi ha ricordato quell’immagine, ma ripeto, senza allusioni o cattiverie varie.
sinceramente sono amareggiato, pensavo di dire qualche cosa di simpatico ma ho sbagliato, che vuole che le dica, credo che chi male intende peggio risponde
GUZZ – Colpa mia, me ne scuso. Dopo aver scritto e pubblicato, ho detto: Mi sa che stai scrivendo una cazzata. E così era. Mi venivano quelle due stronzatine sulla malignità e ho compiuto una ingiustizia. Chiedo perdono. Anzi, lo pretendo.
giovedì 15 maggio 2014
Il Ritratto dei coniugi Arnolfini
Il Ritratto dei coniugi Arnolfini è un dipinto a olio su
tavola del pittore fiammingo Jan
van Eyck, datato 1434. Misura 81,80x59,40 cm ed è
conservato nella National Gallery di Londra. Considerato tra i capolavori
dell'artista, è anche una delle opere più significative della pittura
fiamminga. Nella sua
aura complessa ed enigmatica, ha acquistato una fama misteriosa, che i numerosi
studi e le domande ancora irrisolte hanno alimentato.
Quello che i manuali di Storia dell'arte non dicono è che nel ritratto di Lui si adombra l'immagine di un importante uomo politico contemporaneo. L'interessato ha riferito in una circostanza che in realtà si tratta di un suo antenato, mentre in un'altra circostanza, forse perché aveva voglia di scherzare, ha riferito che si tratterebbe di lui stesso, già vissuto alcuni secoli addietro e di cui egli sarebbe una reincarnazione.
Invito i miei amici lettori a cercare di indovinare chi è quest'uomo politico, scegliendo la risposta esatta nel seguente test. (Non ci sono premi in palio, c'è solo il gusto della curiosità).
1-Matteo Renzi
2-Barack Obama
3-Silvio Berlusconi
4-Vladimir Putin
5-Beppe Grillo
6-David Cameron
1-Matteo Renzi
2-Barack Obama
3-Silvio Berlusconi
4-Vladimir Putin
5-Beppe Grillo
6-David Cameron
mercoledì 14 maggio 2014
Ancora su Paolo Guzzanti
15 maggio 2014 alle 06:23
Caro Guzzanti, ricordo molto bene quei giorni. Il golpe era nell’aria e non lo vedeva solo chi non voleva vederlo. Ma c’è da dire che anche Berlusconi non fece bene la sua parte: si dimostrava incerto, esitante, a volte perfino abulico, come avesse qualcosa da farsi perdonare e si lasciasse trascinare dagli eventi. E invece avrebbe dovuto drammatizzare ancora di più questi eventi, rivolgersi agli Italiani a reti unificate e spiegare le sue ragioni. Magari alla fine lo avrebbero portato via in un cellulare dei carabinieri dopo un’udienza al Quirinale, magari lo avrebbero condotto sul Gran Sasso, ma probabilmente le cose avrebbero preso un’altra piega e anche la sua vicenda personale ci avrebbe guadagnato.
Caro Guzzanti,
particolarmente ispirato questo pezzo. Come una volta, ritrovo la forza della
verità che non ha paura e non arretra, l’orgoglio di essere quello che siamo.
C’è bisogno di dire che sono d’accordo con quello che dici? Mi sembra
addirittura banale. Un unico rimpianto: quanto tempo perso, anni addietro, in
sterili polemiche! Talvolta il male ce lo siamo fatto da soli.
GUZZ . Quando qualcosa
fa parte del nostro itinerario, fa parte dell’itinerario. Che non è mai un segmento
di retta, perché la realtà non è un foglio bianco rettangolare formato A4.
Comunque grazie, parole che apprezzo molto.
Caro Guzzanti, sono
d’accordo su molte cose, ma non su tutto.
1-In val d’Aosta non si parla il Francese. La maggior parte dei Valdostani conosce il Francese come io conosco lo Swahili. Che poi essi si fingano Francesi per spillare soldi alla mucca italiana è un altro discorso.
2-Le regole debbono valere sempre e non quando fa comodo. In Kossovo il principio dell’intangibilità delle frontiere non fu fatto rispettare dalla Nato e in particolare dagli USA. Ora Putin si avvale dello stesso strumento e non so fino a che punto gli si possa dar torto.
3-Il parallelo Hitler-Putin è suggestivo, ma lascia il tempo che trova. E’ passato quasi un secolo da allora e le condizioni sono diverse. In Occidente nessuno è disposto a morire per Odessa, perché l’Occidente è troppo grasso e annoiato per essere disposto a combattere per qualcosa.
4-Quanto al petrolio e al gas russo, poi, non s’era detto che l’Occidente presto ne avrebbe fatto a meno grazie alle pale eoliche ed ai pannelli solari? Perché abbiamo abbandonato l’unica energia sicura e a buon mercato, cioè l’energia nucleare?
1-In val d’Aosta non si parla il Francese. La maggior parte dei Valdostani conosce il Francese come io conosco lo Swahili. Che poi essi si fingano Francesi per spillare soldi alla mucca italiana è un altro discorso.
2-Le regole debbono valere sempre e non quando fa comodo. In Kossovo il principio dell’intangibilità delle frontiere non fu fatto rispettare dalla Nato e in particolare dagli USA. Ora Putin si avvale dello stesso strumento e non so fino a che punto gli si possa dar torto.
3-Il parallelo Hitler-Putin è suggestivo, ma lascia il tempo che trova. E’ passato quasi un secolo da allora e le condizioni sono diverse. In Occidente nessuno è disposto a morire per Odessa, perché l’Occidente è troppo grasso e annoiato per essere disposto a combattere per qualcosa.
4-Quanto al petrolio e al gas russo, poi, non s’era detto che l’Occidente presto ne avrebbe fatto a meno grazie alle pale eoliche ed ai pannelli solari? Perché abbiamo abbandonato l’unica energia sicura e a buon mercato, cioè l’energia nucleare?
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21 maggio 2014 alle 20:18
molto Mazziniano, almeno me lo ricorda, con qualche capello di troppo ma qualche rassomiglianza c’è
Tre piccole righe per cercare soltanto di dire qualcosa di fastidioso, di cattivo nel senso di infantile.
Certo che sono io, e certo che è un lavoro fatto ad arte ed è arte.
Lei non è in grado di dire semplicemente: magnifico, veramente bello, complimenti a lei e a chi lo ha realizzato, no?
Lei deve contare i capelli, deve specificare, deve mettere un po’ di acido muriatico.
La malignità degli uomini, parente della distruttività, dell’invidia della menzogna, è la prova provata che non discendiamo da alcun dio, ma al massimo da qualche quadrumano arboricolo, cioè burino