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lunedì 2 novembre 2020

Zitti tutti !

 


Stiano zitti adesso. Tacciano quelli che fingono o addirittura ostentano costernazione ad ogni testa che rotola ma si avviluppano nelle formule più sconciamente conniventi, “sono solo fascioislamici”. Stiano zitti quelli che da vent’anni tacciano chiunque di fobico, di razzista se appena si dice spaventato, sconcertato.

Zitti quanti ci insegnavano che i terroristi non vengono con i barconi. Che le Ong sono la parte umana e pura del mondo infame. Che i porti debbono restare aperti, sempre più aperti. Che ogni controllo, verifica, censimento è già nazismo. E che se uno scanna una vecchia o un prete, è solo un malato di nostalgia, come dice la canzone. Al massimo un pazzo, un disadattato, una vittima della sporca società occidentale dell’egoismo e dell’individualismo.

Stiano zitti quelli che si muovono nella solita ambiguità, “ah, vedete, sono giovani di seconda, di terza generazione, sono nati qui, sono cittadini qui” e glissano sulla evidente totale impossibilità di integrarsi da parte di questi macellai. Che sono sempre di più, sempre di più. E sorvolano sulle infinite opportunità di cui hanno goduto, scuole, sanità, diritti ai quali hanno risposto con la violenza fanatica.

Zitti quelli che per ogni cosa scomodano la povertà delle periferie, delle banlieu, come fa fino dire, come se fosse una legittimazione a staccare teste dal collo. Zitti quelli che più a questi signori gli dai e più non basta, non basta mai, come se questo paese dissestato e disastrato fosse un infinito Bengodi.

Zitti quelli che non hanno mai voluto accettare che grandi diritti comportano anche qualche dovere, per esempio non ammazzare la gente per la strada, se questa gente bene o male ti ha accolto, ti aiuta, ti sopporta, se il sistema di questi infedeli ti riceve, ti ospita, ti tiene e ti mantiene.

Zitti quelli che in via Padova a Milano ci trovano “esperimenti sociali” anziché la constatazione del completo fallimento delle loro teorie oniriche.

Zitti quelli che a maggiore violenza vogliono reagire con sempre maggiore comprensione, e arrendevolezza, e cecità. Zitti tutti gli stronzi armati di palloncini, di gessetti, di slogan balordi, di lagne e girotondi, di esibizionismo sulla pelle dei trucidati, di una sola voglia forte, prepotente, violenta: non far niente, accettare tutto, incolparsi sempre per il sangue innocente.

Zitti quelli che non imparano dall’esperienza di mille traumi. Quelli che si amputano la memoria. Quelli che se bruciano una cattedrale ridono compiaciuti perché è il simbolo dell’imperialismo cristiano e in fondo sono tutti monumenti da demolire. Zitti quelli che sono sempre pronti ad incolpare Cristoforo Colombo, le Crociate, il Dio vendicatore della Bibbia.

Zitti quelli che non riescono a dire la parola magica e si rifugiano nelle circonlocuzioni vigliacche, i terrorismi “qualsivoglia”, il profondo dolore “per tutte le vittime”, il qualunquismo solidale per cui “ogni violenza è sbagliata”.

Zitti quelli che hanno imposto l’agenda e travolto la libertà prima di parlare, poi di pensare, infine di capire: lasciandoci solo quella di morire.

Zitta anche l’incredibile ministro della polizia, la Lamorgese che si arrampica sui vetri con le dita cosparse di sapone, nessuno poteva sapere, a nessuno risultava. Bella gente che hanno messo a tutelarci.

Zitti quelli che hanno spedito l’esercito a correr dietro a un vecchio con la mascherina di traverso e non a controllare queste schegge impazzite che non sono schegge, sono parte di un sistema diffuso e micidiale.

Zitta l’Unione europea che non ha saputo e non ha voluto mai intraprendere alcuna iniziativa, soluzione, prospettiva per combattere un terrorismo islamista ormai fuori controllo. Zitta la politica dei marinaretti al servizio di una noglobal troppo ricca e troppo annoiata, la politica surreale di quelli che volevano un tiranno come Erdogan in Europa. Stiano zitti anche quelli che stanno zitti perché un prete, un sagrestano, una anziana, un professore non valgono neppure un cordoglio di facciata.

Zitti i globalisti col culo degli altri, che vogliono sempre più afflussi ma poi li cacciano dai loro quartieri melliflui, dai loro parchi e giardini perché i poveri debbono stare coi poveri e debbono sbudellarsi tra loro.

Zitte le parlamentari cialtrone che vanno a parlare di diritti degli “ospiti” con la borsa griffata che costa come tre anni di affitto ad un povero diavolo che, magari, gli piglia un colpo e quando torna dall’ospedale trova il loculo occupato da una tribù che rifiuta di sgombrare.

Zitti i cardinali elemosinieri con le elemosine altrui, che aiutano gli accoglienti sovversivi a rubare l’energia elettrica e non solo quella. Zitto anche questo papa che non sta con gli ultimi, come sostiene, ma con quelli che gli piacciono, che considera ultimi a modo suo e gli altri li abbandona, nemmeno un pensiero di passaggio se cadono, da cristiani, sotto i fendenti di un coltello da cucina o una scimitarra.

Stiano zitti tutti questi, perché ad ogni testa che rotola cresce la loro complicità morale, la loro responsabilità di irresponsabili, il loro cinismo che li fa restare disumani.

Max Del Papa, 31 ottobre 2020, 

 

domenica 11 ottobre 2020

Forza Tunisini!

 

“Oggi 700 sbarchi…continui arrivi di clandestini sulle coste della Sicilia, della Calabria, della Sardegna…”  Ascolto il TG5 all’ora di pranzo e di cena ed è una continua sofferenza per queste notizie, sempre le stesse, da un mese, da un anno, da cinque, da dieci, venti, trenta anni. Manca solo la notizia, l’eterna notizia che le strutture ricettive “sono ormai al collasso” e che la “situazione è critica”.

Che fare? Onestamente non lo so, proprio non lo so, anche se non ci voleva certo un indovino per capire che nulla sarebbe cambiato e che anzi la situazione sarebbe peggiorata dopo il tanto strombazzare sull’abolizione delle leggi varate da Salvini ministro nel precedente governo. Gli scafisti seguono con attenzione le vicende politiche italiane e si regolano di conseguenza. Anche se  in quest’ultimo caso s’è fatto tanto rumore per nulla, dal momento che le leggi sulla sicurezza in realtà era come se fossero già state abolite, perché erano largamente disapplicate ed il governo giallo-rosso ne menava quasi vanto.

Penso che non ci sia più niente da fare, dal momento che gli Italiani-elettori, al momento del voto, dimenticano o mettono da parte questo problema, pur largamente sentito, almeno a parole, e gli elettori, si sa, come i clienti, hanno sempre ragione.

Di fronte a tale disastro, mi sento ormai freddo ed impassibile, come uno che assista impotente ad una calamità alla quale è inutile o impossibile opporsi. L’Italia è destinata a scomparire. Per quanto mi riguarda personalmente, penso che, data la mia età, io sarò turlupinato solo per pochi anni ancora. Quanto agli altri, ognuno otterrà quello che avrà voluto, cercato o non impedito. Finirà che mangeremo tutti cous cous e mi consola il fatto che a me il cous cous piace.

Per il resto non me la prendo più con nessuno, nemmeno con i clandestini. Anzi mi sento quasi solidale con loro. Forza Tunisini, Marocchini, Nigeriani, Senegalesi, Pakistani, Bengalesi, forza Islam! Venite, accorrete ed accorrete numerosi, anzi venite tutti, se potete. Sottometteteci tutti, disprezzateci, distruggeteci, perché l’Italia, questa Italia, non merita più di esistere.

Ezio Scaramuzzino