mercoledì 2 novembre 2016

Anatomia di un'involuzione




Non so se sapete chi è questo signore, che vale comunque la pena di conoscere, anche per capire i tempi che viviamo. Dunque. Questo signore si chiama Vincenzo Boccia, è un imprenditore salernitano ed è attualmente il Presidente di Confindustria. La Confindustria è in senso lato il sindacato degli imprenditori ed il suo Presidente è  più o meno per gli imprenditori quello che la Camusso è per gli operai iscritti alla CGIL.
Per il tipo di attività che svolge, la Confindustria è sempre stata  un po’ vicina alle posizioni del Governo, qualunque fosse il colore politico dello stesso, godendo quindi di protezioni varie, anche a costo di snaturare la sua identità. Negli ultimi tempi però il Presidente Boccia ha evidentemente ritenuto che questo fiancheggiamento non fosse più sufficiente e, ovviamente d’accordo con la sua organizzazione, o almeno con la sua maggioranza, ha deciso di fare il grande balzo. La Confindustria è passata così da fiancheggiatrice a galoppina del governo, schierandosi pertanto per il SI’ senza se e senza ma, in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo.
Ovviamente quest’ultima trasformazione doveva apparire  come graduale, lenta  e  giustificata da nobili motivazioni di carattere politico. Ed invece, come si sa, il diavolo spesso ci mette la coda e manda all’aria i progetti degli umani. All'Assemblea Annuale della Confederazione Italiana Armatori, che si è tenuta a Roma il 24 ottobre 2016, Il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ed il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio si trovano per caso fianco a fianco al tavolo della Presidenza e, sempre per caso, si scambiano alcune considerazioni sul prossimo referendum. Parlano a bassa voce, a microfoni spenti, e sono convinti che nessuno ascolti. E invece un microfono è acceso e consente a qualcuno di registrare l’interessante conversazione.
Il tono confidenziale, gli ammiccamenti, i sottintesi parlano più di ogni dichiarazione ufficiale e fanno capire quello che è diventata oggi Confindustria. Doveva essere l’organizzazione su cui faceva affidamento il futuro economico dell’Italia, su cui poggiavano le speranze di una ripresa dell’Italia, ed è diventata invece una combriccola di parassiti, disperatamente attaccati alle briciole dispensate da un governo amico e dispensatore di favori.
Si diceva una volta che quel che era utile a Confindustria era anche utile all’Italia. E’ tempo di aggiornare la massima. Oggi quel che è utile al governo, conviene anche a Confindustria.

Qui sotto il link del breve video rivelatore.
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1 commento:

  1. Questo signor Boccia a pelle non mi piaceva anche se non lo conoscevo e di lui non sapevo niente, poi ho visto la sua vicinanza sospetta al governo e la mia antipatia è cresciuta, questo video fa vedere in chiaro di che pasta è lui e quindi anche chi lo ha votato, la maggioranza degli industriali: una pastetta per spillare soldi da parte di gente che non sa far industria senza lì'intervento dello Stato e quindi con i soldi di noi poveri travet e pensionati
    Era così al tempo degli Agnelli, è ancora così anche se adesso la mammella pubblica è asciutta ma sempre qualche cosa riescono a spillare togliendo a chi avrebbe realmente bisogno

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