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domenica 24 settembre 2017

Italia: ultimo atto


Si è svolta ieri una riunione ristretta e segreta del Consiglio dei Ministri. Siamo riusciti a procurarci il verbale della riunione grazie alla nostra fonte segreta presso la Presidenza del Consiglio.
Oggi, 23 settembre 2017,  alle ore 15.00, si riunisce il Consiglio dei Ministri in forma ristretta presso la sede di Palazzo Chigi in Roma. L’ordine del giorno non è indicato. Sono presenti:
Paolo Gentiloni – Presidente del Consiglio ;
Angelino Alfano – Affari Esteri;
Domenico Minniti detto Marco – Interno;
Andrea Orlando – Giustizia;
Roberta Pinotti – Difesa;
Pier Carlo Padoan – Economia e Finanze;
Valeria Fedeli – Istruzione, Università e Ricerca;
Maria Elena Boschi – Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio.
Presiede Gentiloni, è segretario Boschi.
Alle ore 15.10 il Presidente del Consiglio così esordisce: Chiedo scusa per avervi convocati senza alcun preavviso, ma il momento è gravissimo e sono necessarie decisioni drammatiche ed urgenti. Sarò breve ed essenziale. Come voi tutti sapete, il debito pubblico ha avuto un’impennata improvvisa;  lo spread sui titoli di stato è in allarmante crescita e ieri ha raggiunto quota 450; la disoccupazione è stagnante, se non in aumento; l’invasione migratoria sta per riprendere, dopo che l’Italia ha cessato di pagare, per esaurimento dei fondi, le varie tribù libiche che si erano impegnate a bloccare i traffici. In queste condizioni, già di per sé molto gravi, tramite i nostri Servizi Segreti, siamo giunti in possesso di ulteriori notizie, ormai certe, che potrebbero assestare il colpo decisivo agli stessi ordinamenti repubblicani ed antifascisti dello Stato. Si tratta di questo: Venerdì prossimo, 29 settembre 2017, alle ore 16.00  di New York, corrispondenti alle ore 22.00 in Italia, un minuto dopo la chiusura di Wall Street, le tre principali Agenzie di rating americane, Moody's, Standard & Poor's e Fitch, emetteranno un comunicato congiunto con cui sposteranno la valutazione del debito pubblico italiano da BBB, qual è attualmente, a CCC, in pratica considerandolo carta straccia. Inutile che io mi soffermi sulle conseguenze di una tale valutazione, sia sulla nostra economia, sia sull’ordine pubblico.
Ho doverosamente informato la cancelliera Angela Merkel, che ho anche interpellato per eventuali aiuti finanziari. La stessa mi ha risposto che, trovandosi alla vigilia di elezioni, i suoi margini di manovra erano ridotti al minimo, tranne che  l’Italia non fosse disposta a grossi sacrifici. In pratica la Germania era disponibile non a fare prestiti, ma ad acquistare, letteralmente acquistare, al prezzo di 400 miliardi di Euro  a titolo definitivo i beni come appresso elencati: Il Colosseo a Roma, La Galleria degli Uffizi a Firenze, Il Castello Sforzesco a Milano, la Mole Antonelliana a Torino, Finmeccanica, Poste Italiane, Ferrovie Italiane,  ENI.
Il mio onore e la mia dignità mi hanno indotto a rifiutare l’accordo. D’altra parte la storia della mia famiglia (immagino sappiate che io discendo dal Conte Vincenzo Ottorino Gentiloni, quello del famoso Patto) mi impedisce di legare il mio nome alla bancarotta dello Stato italiano. Il Presidente della Repubblica ha rifiutato le mie dimissioni, per cui mi vedo costretto a giocare d’anticipo rispetto alle Agenzie di Rating e vi informo che  martedì mattina, 26 settembre 2017, comunicherò ufficialmente il fallimento dello Stato. Succederà quel che succederà e confido nello stellone d’Italia, che ci ha sempre assistiti.
Piuttosto vi chiedo consigli sulla procedura, trattandosi di un caso che non ha precedenti. Come portare i libri dello Stato Italiano in Tribunale? E poi in quale Tribunale?
Orlando, quasi interrompendo,:Come Guardasigilli, credo di poter dare un valido contributo. E’ chiaro che, essendo Roma la sede del Governo, il foro competente è Roma e quindi i libri, i registri e tutti gli atti vanno depositati presso il Tribunale di Roma. Ma non bisogna dimenticare che il Presidente della Repubblica è anche Presidente del Consiglio Superiore della magistratura, quindi potrebbe essere giuridicamente valida anche l’ipotesi di rivolgersi ad un’agenzia di traslochi, caricare  e depositare il tutto al Quirinale.
Gentiloni: ne ho già parlato col Presidente Mattarella, il quale mi ha pregato di provvedere diversamente, dal momento che lui soffre di asma e quindi la polvere sollevata dal materiale e dal trasporto del materiale potrebbe provocargli gravi fastidi alla respirazione.
Orlando: Chiedo comunque al Presidente Gentiloni di pensare a qualche soluzione alternativa prima di portare i libri in tribunale.
Alfano:Io un’idea ce l’avrei. Prima di portare i libri in Tribunale, dichiariamo guerra agli Stati Uniti, anzi, già che ci siamo, la dichiariamo pure alla Russia e alla Cina. Si tratta di resistere qualche giorno, poi ci arrendiamo, ci invadono e ci mantengono per un certo numero di anni. Gli Stati Uniti l’hanno già fatto nel 1945, lo faranno un’altra volta.
Pinotti: Resistere qualche giorno? Io posso garantire solo per qualche ora. Se dichiariamo guerra, putacaso, alle ore 14, massimo alle 17 ci dobbiamo arrendere, perché finiscono le scorte di carburante.
Gentiloni: Comunque la proposta è bocciata. Non bisogna dimenticare che noi non possiamo dichiarare guerra agli Stati Uniti, perché facciamo parte della stessa alleanza militare, la NATO.
Alfano: Ah, già. Me n’ero dimenticato.
Fedeli: Anche io sono per un’alternativa ai libri in Tribunale, perché non mi sembra che l’Italia è messa così male. D’altra parte quando abbiamo andato al mare ad agosto…
Gentiloni, interrompendo,: Siamo andati, Ministra, siamo andati…
Fedeli: Perché c’era pure lei, Presidente? Comunque al mare i ristoranti erano pieni.
Gentiloni: Lei, Sottosegretario Boschi, ha qualcosa da suggerire?
Boschi: Io, se prima non chiedo a Matteo [Renzi, ndr], non posso dire niente. E Matteo in questo momento è in montagna con gli Scout e non vuole essere disturbato. L’unica cosa che sento di poter consigliare al momento è quella di obbligare tutti i TG della RAI a comunicare ogni giorno i dati forniti dall’ISTAT, secondo cui l’economia italiana va a gonfie vele.
Padoan: In ogni caso io darò disposizioni di chiudere le banche a tempo indeterminato, per evitare code agli sportelli. Ad evitare poi fenomeni di isteria collettiva, chiederò alla Ministra Lorenzin di far distribuire gratis dalle ASL massicce dosi di tranquillanti a tutti coloro che ne facessero richiesta.
Minniti: Io penserò all’ordine pubblico.
Gentiloni: Non ci saranno problemi, Ministro?
Minniti: Penso di no. Se ci saranno dimostrazioni e cortei, dirò chiaramente alla polizia che non potrà caricare i dimostranti e sciogliere i cortei, tranne nel caso che ad ogni dimostrante non sia preliminarmente assicurato un posto alternativo dove dimostrare. Una misura simile si è rivelata efficace nello sgombero degli immobili occupati abusivamente e ho buoni motivi di ritenere che la proposta odierna sarà altrettanto efficace nell’evitare tumulti.
Gentiloni: Allora possiamo stare tranquilli. Metto la mia proposta ai voti per alzata di mano.
La Ministra Fedeli ci tiene a precisare, con dichiarazione preliminare, che si astiene, non perché ha dei dubbi, ma solo perché non ha capito bene di che si tratta.
La proposta viene approvata con 7 voti favorevoli ed un astenuto.
Alle ore 17.00, letto e approvato il presente verbale, la seduta è sciolta.
Il Presidente –Paolo Gentiloni
Il Segretario- Maria Elena Boschi 
Ezio Scaramuzzino

lunedì 7 novembre 2016

I figli so' piezz'e core

Passo dall’edicola e leggo su una locandina “Sculco e Pugliese in udienza dalla Boschi per il passaggio al PD”. Sicché è fatta e forse c’era da aspettarselo: con un padrino come Enzo Sculco non poteva che finire così.
Si ricorderà che Enzo Sculco è stato condannato per concussione con sentenza definitiva a 4 anni di reclusione nel 2011 (3 estinti per indulto) e nel 2015 la Corte dei Conti lo ha condannato a risarcire la provincia di Crotone di 11.000 €  e rotti per danno erariale. In fondo il ritorno di Sculco in seno al Pd costituisce  una sorta di ritorno naturale alla casa madre, quella casa madre dove egli ha assimilato il dna della politica intesa come intrallazzo.
Ma, chiuso il caso Sculco con una senso di umana pietà, resta comunque aperto il caso di Ugo Pugliese, qualche mese fa eletto Sindaco di Crotone, sia pure con il neo di essere sotto l’ala protettrice del suo mentore Sculco. Al ballottaggio Pugliese si è presentato come alternativa all’affarismo ed agli intrallazzi del PD e per questo motivo anche io gli ho dato il voto, come tanti altri, considerandolo  il male minore o comunque nelle condizioni di non poter fare peggio del suo avversario. Ma è finito anche lui nel PD, di cui doveva essere l’alternativa, morale e civile, prima che politica. Che dire, a parte il senso di sconforto, che ti prende quando senti certe notizie?
C’era una volta il trasformismo, che era l’atteggiamento di quei politici disponibili a qualunque voltafaccia in cambio di una ricompensa da parte di chi detiene e gestisce il potere. Il trasformismo nacque nel 1876 e fu “inventato” da Agostino De Pretis, il quale governò a lungo l’Italia, pur non disponendo di una maggioranza precostituita in Parlamento. Ma, al confronto di quello che succede ora, il trasformismo di una volta è quasi roba da educande e da Figlie di Maria. Oggi, nel parlamento italiano un buon 30% degli onorevoli (onorevoli ?) deputati e senatori ha cambiato partito e, anche ai livelli più bassi della politica, il fenomeno è in splendida ripresa. Le vicende di Crotone ne sono un esempio probante. Che cosa si aspettano i nostri due intrepidi rappresentanti dal cambio di casacca e dall’udienza presso Sua Eccellenza il Ministro per le riforme Maria Elena Boschi, quella di Banca Etruria, tanto per intenderci? Riusciranno i nostri due eroi a ritrovare il bandolo della matassa giunta al capolinea della loro attività politica? E quale è o potrebbe essere questo bandolo della matassa?
Tutto fa capo al partito politico, locale e personale, I Demokratici, di cui Enzo Sculco è il fondatore e Ugo Pugliese, in qualità di Sindaco, è illustre rappresentante, sebbene in un partito ancora più piccolo, di derivazione del primo come nelle matrioske e di cui non importa ricordare il nome. Orbene I Demokratici sono un piccolo partito, senza ampie prospettive per il futuro e soprattutto impossibilitato a garantire ricompense e soddisfazioni per coloro che vi si sono imbarcati. Ugo Pugliese, il Sindaco di Crotone, è relativamente giovane e sa che, se vuole avere un futuro politico, deve accasarsi in un partito che possa offrirgli prospettive più concrete. Enzo Sculco, per la sua età e per i suoi precedenti, politici e penali, presumo non abbia più molte ambizioni personali, ma ha una figlia, Flora Sculco, attuale consigliere regionale, e che negli ultimi tempi ha un po’ fatto da battistrada per il cambio di casacca, schierandosi apertamente per il SI' al prossimo referendum costituzionale. I figli “so’ piezz’e core”, si sa, e per loro si è disposti a qualunque sacrificio, anche a compiere un’ennesima giravolta, anche a perdere la dignità che resta, a costo di suscitare negli elettori nausea e disgusto.
Ma, forse, non tutto il male vien per nuocere. C’erano già tanti buoni motivi per votare NO al prossimo referendum. Ce n’è uno in più, non piccolo, non trascurabile, per ribadire ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che, se si vuole trasformare l’Italia e mandare a casa la banda di parassiti che l’hanno occupata, la infestano e la stanno spolpando, l’unica via di salvezza è quella del NO.

mercoledì 26 ottobre 2016

Perché voto NO

Nella foto Benedetto Croce e Maria Elena Etruria Boschi. L’accostamento non è casuale. Il primo, filosofo, storico, saggista, fu uno dei padri costituenti, uno tra gli autori più eminenti dell’attuale Costituzione. La seconda, Ministro dell’attuale governo Renzi e madrina della recente riforma costituzionale, ha come titolo di merito un master in Diritto Pubblico.
Perché voto no
1-Non è vero, come dice l’illustre costituzionalista  Maria Elena Etruria Boschi, che il no sprecherebbe due anni di lavoro del parlamento. Curioso discorso. Il governo Berlusconi lavorò quattro anni alla riforma della Costituzione. Si votò, l’Italia disse no, nessuno parlò di spreco del tempo. O per caso il tempo della Boschi e di Renzi è più prezioso di quello degli altri?
2-Non è esatto, o almeno non basta, dire che il referendum si muove nella direzione giusta, come sostiene Giuliano Amato, quello, tanto per intenderci, che prende 30.000 € al mese di pensione. Se da Crotone voglio andare a Taranto, la via più breve per arrivarci è quella PER mare. Ma se pretendo di arrivarci a nuoto, il meno che possa capitarmi è quello di affogare.
3-Non è vero che col nuovo Senato si risparmia, come sostiene Matteo Bimbominchia Renzi. Intanto le spese generali RESTERebbero invariate. Si risparmierebbe qualcosa (ripeto qualcosa) solo con gli stipendi. Ma che discorso è quello di chi vuole  un tipo di senato solo in base alla convenienza economica? SE IL SENATO NON SERVE, TANTO VALEVA ABOLIRLO. A parte il fatto che i nuovi senatori non sarebbero eletti, ma solo nominati nelle conventicole dei partiti. Vi sembra un progresso questo?
4-Non è vero che la Costituzione è vecchia. Quella degli Stati Uniti ha più di 200 anni e nessuno si sogna di cambiarla. In Inghilterra addirittura la Costituzione non esiste e nessuno si sogna di dire che lì non c’è democrazia. E poi le Costituzioni hanno il compito di condizionare le forze politiche, non quello di adeguarsi alle loro esigenze.
5-Non è vero che la nuova Costituzione semplifica il procedimento legislativo. Già oggi, PUR con il bicameralismo perfetto, l’Italia è in Europa la nazione con la maggiore produzione legislativa. Figuriamoci che cosa succederà quando una delle due camere dovesse essere “abolita”, ma solo in teoria. A parte il fatto che già oggi, con il continuo e SFACCIATO ricorso al voto di fiducia, il governo Renzi ha abolito di fatto non solo il senato, ma l’intero parlamento. E poi non è nemmeno tecnicamente vero che la riforma semplifica l’iter legislativo, perché le nuove norme prevedono ben otto procedure diverse a seconda del tipo di legge da approvare. Ma ve l’immaginate la goduria di chi dovrà dirimere i litigi susseguenti alla confusione delle procedure?
6- Non è vero che la riforma della Costituzione aumenterebbe il prestigio dell’Italia all’estero. La realtà è che oggi l’Italia a livello internazionale conta meno di zero. E lo prova il fatto, a parte alcune incredibili e vergognose interferenze esterne, che perfino alcuni colossi bancari stranieri, come Morgan Stanley e Goldman Sachs, invitano a votare sì. La realtà è che l’Italia con il suo mostruoso debito pubblico, per altro in continua crescita con l’attuale governo, è diventato schiavo della finanza internazionale, che si spinge a chiedere, perché sa che i governi camerieri eseguiranno. A proposito: Renzi mi ricorda quell’uccello nella rete che, più si muove, più resta IMPIGLIAto. Ogni tanto chiede più flessibilità all’UE. Ma sapete che significa più flessibilità? Significa semplicemente l’autorizzazione a fare più debiti, non a risparmiare SUlle spese. Diceva Lenin che a governare uno stato sarebbe stata capace anche la sua cuoca. Ho sempre considerato questa affermazione come una boutade, ma, da quando c’è Renzi, penso proprio che chiunque, anche una cuoca, farebbe meglio di lui. O almeno lo farebbe con maggiore serietà.
7- Non è vero che con il no ci sarebbe una diminuzione del PIL. Lo sostiene la Confindustria, quella, per intenderci, che si è sempre schierata con il padrone di turno e che con Renzi è diventata più parassitaria che mai.
8-La Maria Elena Etruria Boschi sostiene infine che la vittoria del sì sconfiggerebbe anche il terrorismo islamico ed il califfato dell’ISIS. Prendiamola per una barzelletta, ma non tanto ormai, perché da queste tipe, IN COMPLETO STATO CONFUSIONALE, ci si può aspettare di tutto. Una cosa è certa: quando la Boschi ha sostenuto questa tesi, era fresca reduce da un pranzo caratterizzato da abbondanti libagioni. Ma la tesi prevalente ormai nella campagna referendaria del governo è che una cazzata al giorno leva il medico di torno.
9-Fin qui le considerazioni di carattere tecnico, ma, last but not least, c’è anche una considerazione di carattere, diciamo pure, personale. E’ che, ci pensate?, il grande cazzaro Matteo Renzi ha PROMESSo che, in caso di vittoria del no, se ne ritornerà a casa. Certo, conoscendo Renzi, la cosa non appare del tutto pacifica e scontata, ma sarebbe comunque un buon inizio per farlo fuori. Non so a voi, ma a me la cosa piace, come diceva la buonanima di Totò. Volete mettere? Dovrebbe bastare solo questo a far vincere il no.

mercoledì 3 agosto 2016

Jendu vinendu1: Mimun-Bergoglio-Netanyahu-Boschi

- Una premessa per i lettori non calabresi: il titolo di questa rubrica, Jendu vinendu, fa riferimento alla filastrocca-scioglilingua “Jendu, vinendu, buttuni cugghiendu,/ all’uricchiuni cugghiendu buttuni”, che significa “Andando e ritornando, raccogliendo bottoni e raccogliendoli un po’ ad orecchio, a casaccio, come capita”. E’ un po’ lo spirito di quello che intendo dire: notizie frammentarie, curiosità, considerazioni spicciole, con la precisazione che “spicciole” in questo caso non significa "superficiali".   


- Vi capita di seguire il TG5? A me capitava. Lo trovavo un po’ controcorrente, originale  ed anticonformista quanto basta. Negli ultimi tempi  si è un po’ omologato ed i suoi Tg danno, giustamente, largo spazio alle raccolte in mare con conseguente, continuo afflusso di clandestini. I servizi si concludono immancabilmente con la notizia che tutti i centri di accoglienza sono ormai al collasso. Sono 20 anni che questi centri “sono ormai al collasso”. Mimun, quante volte l’hai detto?  D’altra parte  chi ci salverà dall’alluvione? L’unica buona notizia è  che sono sempre più frequenti gli scontri con la polizia da parte di Italiani che non ne possono più. E’ per caso l’inizio di una strisciante guerra civile?

- Don Ciccio Primo è ritornato dalla Polonia con nuove esplosive dichiarazioni. Quando è sull’aereo si lascia andare, perde i freni inibitori e spara cazzate a raffica. Le ultime sono che “tutte le religioni aspirano alla pace” e che “se si parla degli estremisti musulmani, bisogna parlare anche degli estremisti cattolici”. Basta ricordare , dice sempre lui, “quanti cattolici sono violenti con le mogli, con le fidanzate, con i figli”. Sempre più scioccante il nostro don Ciccio: non sapevo che, se mi scappa di dare uno scappellotto a mio figlio, non sono diverso da un terrorista dell’ISIS, che sgozza e stermina 100 Cristiani alla volta. In conclusione: don Ciccio Primo c’è o ci fa? Secondo me, ormai, c’è.

- Esiste un movimento internazionale, il  BDS, (Boycott, Divestment, Sanctions), che si propone di diffondere nel mondo, come dice in inglese la stessa parola, il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro tutto ciò che ha a che fare con Israele, l’unico stato democratico del Medioriente e l’unico che si opponga con decisione al terrorismo islamico. Da quando è nato il movimento, però, le esportazioni da Israele sono aumentate. Come è potuto accadere tutto ciò? Io me lo spiego in un solo modo, anche se parlo per me stesso. Quando è nato il BDS, sono andato sul suo sito e vi ho trovato comodamente elencate tutte le aziende israeliane che esportano nel mondo. Mi interessava sapere quali erano e da allora, a parità di condizioni e preferibilmente, compro solo quei prodotti. E come me, tanti altri, i quali, se debbono scegliere tra Israele e islam, evidentemente non hanno dubbi.

- Maria Elena Boschi, altrimenti detta Etruria, ha affermato recentemente che al prossimo referendum di Novembre bisognerà votare sì alla sua riforma costituzionale, tanto per intenderci, quella da lei portata avanti dopo aver conseguito un master post laurea. E fin qui nulla di sensazionale. Importa invece quello che lei ha aggiunto subito dopo e cioè che la vittoria del sì determinerà la sconfitta del terrorismo islamico. Basta dire che l’affermazione è semplicemente idiota e ridicola? Non basta, perché c’è qualcosa di più grave in tutto questo e cioè che siamo nelle mani di un gruppo di mentitori incalliti, sfrontati, incapaci e dementi.

lunedì 25 luglio 2016

La politica coccodè


Dai tempi di Tina Anselmi ne sono passati di anni. La Anselmi, con il suo pedigree di ex staffetta partigiana ed il suo fisico di casalinga veneta, è stata la prima donna a ricoprire la carica di Ministra nel 1976. Nell’attuale governo Renzi invece, quanto ad esponenti del gentil sesso, c’è solo l’imbarazzo della scelta. La Boschi, la Madia, la Giannini, la Lorenzin, la Pinotti, la Guidi sono diventate famose e non necessariamente, o almeno non sempre, per la loro azione politica. Spesso lo sono diventate per quello che fanno come donne, per la loro avvenenza o per la loro spregiudicatezza, in un clima di allegra disinvoltura, che talvolta appare preponderante rispetto alla loro consistenza politica.
Prendete Maria Elena Boschi, Ministra senza portafoglio per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento con delega all'attuazione del Programma di Governo. Il dicastero ha un nome lungo ed altisonante, in contrasto con la leggerezza di chi lo gestisce e che di recente, forte di un master post laurea, ha proceduto alla revisione della Costituzione già redatta 70 anni fa da Croce, Calamandrei e Terracini. Non so se rendo l'idea. Bene. Superate più o meno disinvoltamente le fatiche costituzionali e le disavventure etrusco-bancarie, la Ministra ha da qualche tempo un atteggiamento civettuolo e finto-pudico che non è la parte ultima del suo attuale successo. Si fa ammirare mentre esibisce scollature vertiginose, ha spesso occhi languidi e trasognati, non si fa scrupolo di far intravedere le mutande mentre accavalla le gambe.
Su un piano simile, ma decisamente più rarefatto ed etereo, si pone Marianna Madia, Ministra senza portafoglio per la semplificazione e la pubblica amministrazione. E' molto giovane, come la Boschi del resto, e il dato politico più importante del suo curriculum è una precedente relazione sentimentale  con il figlio di Giorgio Napolitano. Il che è tutto dire. Qualcuno le ha detto che ricorda la Venere che esce dal mare di Botticelli e lei tende ad accentuare questa rassomiglianza, assumendo spesso un atteggiamento ieratico ed acconciando i suoi capelli in lunghe volute a cascata che, sempre secondo lei, fanno tanto Rinascimento.
Più complicato il caso di Federica Guidi, Ministra dello sviluppo economico fino a qualche mese fa. Fin dal primo momento le è stato chiaro che con il suo corpo tarchiato ed il suo collo taurino non aveva molte chances da far valere nella passerella tra donne del Governo Renzi. Ma lei non si è persa d’animo. Nei pochi mesi di governo ha fatto parlare di sé per una proposta destinata a restare nei libri di storia: radiare Berlusconi dall’albo dei Cavalieri del lavoro. Poi si è accorta anche di essere donna e di avere un compagno, un certo Gianluca Gemelli, imprenditore. E’ stata pizzicata ed intercettata mentre lo rassicurava sull’approvazione di un emendamento che lo avrebbe favorito nei suoi interessi petroliferi. Conclusione: è stata “cacciata” lei dal Governo.
Interessante il caso di Stefania Giannini, Ministra dell'istruzione, dell'università e della ricerca. All’età di 55 anni, anche lei non aveva molte chances come esponente femminile del governo, anche perché, oltre tutto, Madre Natura non l’ha molto favorita dal punto di vista estetico. Nel ministero non ha lasciato molte tracce, a parte quelle relative alla famosa Legge 107 che sta assestando il colpo definitivo alla Scuola italiana. Per il resto ha fatto molto parlare di sé perché l’anno scorso non si è fatta scrupolo di farsi ritrarre in topless su una spiaggia, lasciando vedere un seno avvizzito e cascante e difendendo poi a spada tratta il suo diritto di utilizzare il topless. Insomma “il seno è mio e lo gestisco io”. Già che con lei siamo nel mondo della scuola, le do 10 in improntitudine e 3 in buon gusto.
Che dire poi di Roberta Pinotti, Ministra della difesa? Lei ha a che fare con generali, colonnelli e altri rudi personaggi da caserma. Ma questo non le impedisce, ogni tanto, di esibire qualche scollatura più profonda e qualche accavallamento di gambe più ardito del solito. Tra un presentatàrm e l’altro, i soldati ringraziano, soprattutto se pensano che poteva capitare di peggio.
Quanto a Beatrice Lorenzin, Ministra della salute e miracolata della politica, lei stessa è la prima a stropicciarsi gli occhi ed a chiedersi ogni giorno se è vero che è ministro. Purtroppo è vero. Ogni tanto si rammenta che è anche donna, oltre che ministro, ma non ha molte pretese da questo punto di vista, condizionata anche dal suo partito, l’NCD, che, pur di occupare qualche poltrona, si guarda bene dall’avanzare altre richieste. Insomma la Lorenzin si sente, e probabilmente è, seconda rispetto a qualsiasi altra donna del governo, come l’NCD si sente, e certamente è, secondo rispetto a qualsiasi altro gruppo politico che fa da stampella, ricambiata con disprezzo, al governo Renzi.
Dulcis in fundo, Debora Serracchiani, governatrice del Friuli. E’ vero: non fa parte del governo nazionale, ma è comunque un' esponente di primo piano del gruppo di potere renziano e femminile. Si presenta  descamisada e rivestita con curata noncuranza, un po’ birichina, un po’ fanciullesca e con un atteggiamento alla Vispa Teresa. La aspettiamo ai prossimi traguardi.
Guarda il video di seguito.
                           Tutte (o quasi) le donne del Presidente