mercoledì 9 novembre 2016

Attaccatevi al Trump

Una bella, grande ed importante notizia:  Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Non nascondo che stamattina, quando ho ascoltato la notizia, mi sono sentito meglio, anche fisicamente, e, invece dei soliti 5 Km di footing mattutino, ne ho fatti 8: i 3 in più li ho fatti per la vittoria.
Il risultato è tanto più convincente ed esaltante, quanto più Trump ha stravinto contro tutto e contro tutti: contro i sondaggi manipolati, contro i grandi gruppi finanziari, contro l’establishment politico e amministrativo, contro i grandi network televisivi, contro la grande stampa, contro la solita compagnia di giro formata da cantanti, attori, registi, intellettuali, contro tutto quell’apparato che fa riferimento a papa Bergoglio, il papa “che non si impiccia”, ma che non ha perso l’occasione di esternare contro di lui qualche volta. Insomma egli ha vinto contro il conformismo di massa, il conformismo  di coloro che piacciono alla gente che piace, il conformismo di coloro che ormai costituivano una nuova classe, una nuova “nomenklatura”, come era definita nei vecchi regimi socialisti, per fortuna scomparsi.
In realtà Trump è stato appoggiato dalla cosiddetta maggioranza silenziosa, formata da giovani disoccupati e senza speranza, operai, classe media: quella maggioranza che è stata colpita dalla crisi e che si preoccupa del caos e della mancanza di legalità provocata dall’immigrazione selvaggia, quella maggioranza che non ne può più  dell’ISIS e del terrorismo musulmano, quella maggioranza che non dice per chi vota, ma che poi, nei momenti decisivi della vita di un popolo, va a votare in massa e provoca cambiamenti epocali.
Ovviamente non sostengo che Trump è un angelo e che con lui incomincerà una nuova età dell’oro, ma certamente egli non potrà fare peggio dell’incapace Obama, quello, tanto per intenderci, che ha ricevuto la barzelletta del premio Nobel per la pace sulla fiducia, e farà certamente meglio di quanto avrebbe potuto fare l’isterica e corrotta Hillary Clinton.
Sono ragionevolmente convinto che la vittoria di Trump apporterà benefici diretti agli Stati Uniti e, seppur in modo indiretto, a tutto il mondo, ad incominciare da Israele, l’Occidente, la Russia, l’Unione Europea, l’Italia. Trump ha già annunziato che la sede diplomatica degli USA in Israele sarà trasferita da Tel Aviv a Gerusalemme, a sottolineare in modo solenne che Gerusalemme è la capitale unica, indivisibile e definitiva dello Stato. Buon segno. Egli ha inoltre preannunziato un miglioramento delle relazioni con la Russia di Putin, ad evitare quel nuovo clima da guerra fredda che Obama e la Clinton stavano pervicacemente portando avanti. Ha infine preannunziato una lotta senza quartiere all’immigrazione selvaggia ed al fondamentalismo ed al terrorismo islamico, atteggiamenti che non potranno non avere dei riflessi sull’Unione Europea di Angela Merkel e sull’Italia dell’inadeguato Matteo Renzi.
Che cosa dire ai tanti ai quali è andata di traverso la vittoria di Trump e che per questo andranno incontro a qualche mal di pancia e a qualche travaso di bile? Beh, a tutti costoro non si può che dire: “ATTACCATEVI AL TRUMP”.
Ed infine un ultimo pensiero per Madonna, l’ ineffabile cantante americana di origine italiana, che non ha avuto scrupolo, nella sua libidine di profanazione a senso unico, di assumere come nome d’arte quello della madre di Gesù Cristo. Molti sapranno che durante la campagna elettorale la sguaiata cantante aveva promesso, nel caso di vittoria della Clinton, sesso orale per tutti i maschietti che l'avessero votata. Beh!. Per come sono andate le cose, forse avrebbe fatto meglio a promettere il didietro, invece dei p…..i.


lunedì 7 novembre 2016

I figli so' piezz'e core

Passo dall’edicola e leggo su una locandina “Sculco e Pugliese in udienza dalla Boschi per il passaggio al PD”. Sicché è fatta e forse c’era da aspettarselo: con un padrino come Enzo Sculco non poteva che finire così.
Si ricorderà che Enzo Sculco è stato condannato per concussione con sentenza definitiva a 4 anni di reclusione nel 2011 (3 estinti per indulto) e nel 2015 la Corte dei Conti lo ha condannato a risarcire la provincia di Crotone di 11.000 €  e rotti per danno erariale. In fondo il ritorno di Sculco in seno al Pd costituisce  una sorta di ritorno naturale alla casa madre, quella casa madre dove egli ha assimilato il dna della politica intesa come intrallazzo.
Ma, chiuso il caso Sculco con una senso di umana pietà, resta comunque aperto il caso di Ugo Pugliese, qualche mese fa eletto Sindaco di Crotone, sia pure con il neo di essere sotto l’ala protettrice del suo mentore Sculco. Al ballottaggio Pugliese si è presentato come alternativa all’affarismo ed agli intrallazzi del PD e per questo motivo anche io gli ho dato il voto, come tanti altri, considerandolo  il male minore o comunque nelle condizioni di non poter fare peggio del suo avversario. Ma è finito anche lui nel PD, di cui doveva essere l’alternativa, morale e civile, prima che politica. Che dire, a parte il senso di sconforto, che ti prende quando senti certe notizie?
C’era una volta il trasformismo, che era l’atteggiamento di quei politici disponibili a qualunque voltafaccia in cambio di una ricompensa da parte di chi detiene e gestisce il potere. Il trasformismo nacque nel 1876 e fu “inventato” da Agostino De Pretis, il quale governò a lungo l’Italia, pur non disponendo di una maggioranza precostituita in Parlamento. Ma, al confronto di quello che succede ora, il trasformismo di una volta è quasi roba da educande e da Figlie di Maria. Oggi, nel parlamento italiano un buon 30% degli onorevoli (onorevoli ?) deputati e senatori ha cambiato partito e, anche ai livelli più bassi della politica, il fenomeno è in splendida ripresa. Le vicende di Crotone ne sono un esempio probante. Che cosa si aspettano i nostri due intrepidi rappresentanti dal cambio di casacca e dall’udienza presso Sua Eccellenza il Ministro per le riforme Maria Elena Boschi, quella di Banca Etruria, tanto per intenderci? Riusciranno i nostri due eroi a ritrovare il bandolo della matassa giunta al capolinea della loro attività politica? E quale è o potrebbe essere questo bandolo della matassa?
Tutto fa capo al partito politico, locale e personale, I Demokratici, di cui Enzo Sculco è il fondatore e Ugo Pugliese, in qualità di Sindaco, è illustre rappresentante, sebbene in un partito ancora più piccolo, di derivazione del primo come nelle matrioske e di cui non importa ricordare il nome. Orbene I Demokratici sono un piccolo partito, senza ampie prospettive per il futuro e soprattutto impossibilitato a garantire ricompense e soddisfazioni per coloro che vi si sono imbarcati. Ugo Pugliese, il Sindaco di Crotone, è relativamente giovane e sa che, se vuole avere un futuro politico, deve accasarsi in un partito che possa offrirgli prospettive più concrete. Enzo Sculco, per la sua età e per i suoi precedenti, politici e penali, presumo non abbia più molte ambizioni personali, ma ha una figlia, Flora Sculco, attuale consigliere regionale, e che negli ultimi tempi ha un po’ fatto da battistrada per il cambio di casacca, schierandosi apertamente per il SI' al prossimo referendum costituzionale. I figli “so’ piezz’e core”, si sa, e per loro si è disposti a qualunque sacrificio, anche a compiere un’ennesima giravolta, anche a perdere la dignità che resta, a costo di suscitare negli elettori nausea e disgusto.
Ma, forse, non tutto il male vien per nuocere. C’erano già tanti buoni motivi per votare NO al prossimo referendum. Ce n’è uno in più, non piccolo, non trascurabile, per ribadire ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che, se si vuole trasformare l’Italia e mandare a casa la banda di parassiti che l’hanno occupata, la infestano e la stanno spolpando, l’unica via di salvezza è quella del NO.

venerdì 4 novembre 2016

Nuovo codice della strada


     Questo bidone della spazzatura, previsto come indicazione dal Nuovo Codice della Strada secondo Ugo, trovasi a Crotone in Viale Gramsci, all’altezza del numero civico 158, da circa una settimana. Esso prescrive ai pedoni ed agli automobilisti di passare a destra, perché, diversamente, si sprofonda in un tombino dissestato. Sia ben chiaro: non è l’unico tombino a trovarsi in simili condizioni, perché, a voler essere ottimisti, almeno il 50% di essi è dissestato, o è sul punto di dissestarsi, o ancora ha coperchi rumorosi, che aggiungono la loro musica a quella delle bande sonore ideate da un progettista demente e/o criminale.
Detto questo, che cosa impedisce alla nuova Amministrazione comunale, di mandare una squadra di operai, con l’incarico  di riparare almeno i tombini di quella strada che avrebbe dovuto essere la vetrina della città? Dico, almeno i tombini? Già, in un’occasione similare riguardante un unico tombino ridotto in condizioni molto pericolose, mi toccò andare un paio di volte al Comune, perché qualcuno provvedesse alla riparazione. Ma, quando i casi diventano tanti, uno che fa? Passa il suo tempo dietro le porte dei vari uffici comunali?
Mi assale un dubbio: vuoi vedere che il ritardo negli interventi è determinato dal fatto che il nuovo Sindaco Ugo Pugliese, e con lui l’ufficio preposto, ritiene che questi problemi siano solo delle cazzate? E già, lo dicevano anche gli antichi Romani, “De minimis non curat praetor”, cioè “Il pretore non si occupa di cazzate” e vuoi vedere che il Sindaco, che probabilmente conosce il Latino,  si attiene alle indicazioni dei nostri avi?
Caro Signor Sindaco, io non so se lei è occupato nella soluzione di problemi ben più grossi. Probabilmente è così e d’altra parte giungono voci di un tentativo della sua Amministrazione di trovare punti di convergenza con il PD, il che occupa giustamente il suo tempo prezioso. E’ vero che la cosa indurrebbe ad amare riflessioni, ove si pensi che io e tanti altri le abbiamo dato il voto, perché ritenevamo che la sua Amministrazione avrebbe costituito un’alternativa agli intrallazzi ed all’affarismo del PD, ma d’altra parte, quando ci si occupa di Massimi Sistemi, forse è giusto che tutto il resto passi in secondo piano.
Caro Signor Sindaco, un’ultima considerazione ed un ultimo consiglio:
1-E’ proprio inevitabile che, di riffa o di raffa, di diritto o di rovescio, con le buone o con le cattive, il PD debba sgovernare l’Italia per i prossimi cento anni? Che male hanno fatto gli Italiani per meritare questo destino?
2- Sentivo dire che lei è un seguace della teoria della tolleranza zero, già applicata da Rudolph Giuliani nel periodo in cui fu sindaco di New York. Se è così, e mi auguro che sia così, applichi la tolleranza zero non solo nel perseguire i piccoli reati, ma anche nel curare e nel risolvere i piccoli problemi. Ammesso che quelli di Viale Gramsci siano piccoli problemi.

mercoledì 2 novembre 2016

Anatomia di un'involuzione




Non so se sapete chi è questo signore, che vale comunque la pena di conoscere, anche per capire i tempi che viviamo. Dunque. Questo signore si chiama Vincenzo Boccia, è un imprenditore salernitano ed è attualmente il Presidente di Confindustria. La Confindustria è in senso lato il sindacato degli imprenditori ed il suo Presidente è  più o meno per gli imprenditori quello che la Camusso è per gli operai iscritti alla CGIL.
Per il tipo di attività che svolge, la Confindustria è sempre stata  un po’ vicina alle posizioni del Governo, qualunque fosse il colore politico dello stesso, godendo quindi di protezioni varie, anche a costo di snaturare la sua identità. Negli ultimi tempi però il Presidente Boccia ha evidentemente ritenuto che questo fiancheggiamento non fosse più sufficiente e, ovviamente d’accordo con la sua organizzazione, o almeno con la sua maggioranza, ha deciso di fare il grande balzo. La Confindustria è passata così da fiancheggiatrice a galoppina del governo, schierandosi pertanto per il SI’ senza se e senza ma, in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo.
Ovviamente quest’ultima trasformazione doveva apparire  come graduale, lenta  e  giustificata da nobili motivazioni di carattere politico. Ed invece, come si sa, il diavolo spesso ci mette la coda e manda all’aria i progetti degli umani. All'Assemblea Annuale della Confederazione Italiana Armatori, che si è tenuta a Roma il 24 ottobre 2016, Il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ed il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio si trovano per caso fianco a fianco al tavolo della Presidenza e, sempre per caso, si scambiano alcune considerazioni sul prossimo referendum. Parlano a bassa voce, a microfoni spenti, e sono convinti che nessuno ascolti. E invece un microfono è acceso e consente a qualcuno di registrare l’interessante conversazione.
Il tono confidenziale, gli ammiccamenti, i sottintesi parlano più di ogni dichiarazione ufficiale e fanno capire quello che è diventata oggi Confindustria. Doveva essere l’organizzazione su cui faceva affidamento il futuro economico dell’Italia, su cui poggiavano le speranze di una ripresa dell’Italia, ed è diventata invece una combriccola di parassiti, disperatamente attaccati alle briciole dispensate da un governo amico e dispensatore di favori.
Si diceva una volta che quel che era utile a Confindustria era anche utile all’Italia. E’ tempo di aggiornare la massima. Oggi quel che è utile al governo, conviene anche a Confindustria.

Qui sotto il link del breve video rivelatore.
Clicca qui. 

lunedì 31 ottobre 2016

Due considerazioni per votare NO

Nella foto: Todor Zhivkov, leader comunista bulgaro dal 1954 al 1989; Matteo Renzi, primo ministro italiano dal 2014.

Nel mio precedente post del 26/10/2016 (leggi qui) ho già espresso i motivi per cui voterò NO al prossimo referendum  del 4 dicembre. L’importanza della questione mi induce però ad aggiungere altre due considerazioni sul perché è opportuno bocciare la riforma costituzionale Etruria Boschi.
1-L’iter di approvazione delle leggi
Uno dei motivi più ricorrenti della propaganda per il SI’ è che con l’approvazione della riforma, verrebbe semplificato l’iter di approvazione delle leggi. Senza far troppe parole, per confutare la tesi del sì, è sufficiente mettere a confronto  i due articoli relativi.
Costituzione in vigore, art.70
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

Costituzione Etruria Boschi, art. 70
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'articolo 71, per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore di cui all'articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma.
Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L'esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all'articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all'articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei deputati.
Il primo testo consta di nove parole, il secondo di 438 parole, e, a parte questo, sfido chiunque a capire che cosa significhi. Unico vantaggio: i lettori della Settimana Enigmistica potranno fare a meno di comprare la loro rivista preferita e potranno esercitarsi a sciogliere gli enigmi della riforma costituzionale Etruria Boschi.
2-La sovranità
Ricordo che la vecchia Bulgaria comunista, la più ciecamente ed ottusamente fedele all’ URSS, aveva una strana, curiosa ed originale Costituzione, nella quale era teorizzato il principio della sovranità limitata. In particolare essa recitava: La  sovranità appartiene al popolo bulgaro, che la esercita nell’ambito e compatibilmente con l’amicizia eterna ed immutabile con il glorioso popolo dell’Unione Sovietica.
Vi viene da ridere? Preparatevi a ridere un po’ di più, perché  oggi la teoria della sovranità limitata conosce una seconda giovinezza, grazie alla riforma costituzionale Etruria Boschi. E dire che i fautori del SI’ sostengono che, in caso di vittoria, l’Italia diventerà più forte e più autorevole a livello internazionale.
Costituzione in vigore, art. 117
La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
Costituzione Etruria Boschi, art. 117
La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione Europea e dagli obblighi internazionali.
Ognuno può notare la differenza. Nel secondo testo l’ordinamento comunitario si identifica solo ed esclusivamente nell’attuale Unione Europea, quella dei banchieri e delle lobbies, oltre che della curvatura dei fagioli e delle banane, tanto per intenderci, ed in nessun’altra organizzazione sovranazionale. E’ all’UE che l’ Italia delega in prima istanza la sua sovranità e, costituzionalizzando l’Unione Europea, la rende eterna ed immutabile. Altro che Bulgaria!


mercoledì 26 ottobre 2016

Perché voto NO

Nella foto Benedetto Croce e Maria Elena Etruria Boschi. L’accostamento non è casuale. Il primo, filosofo, storico, saggista, fu uno dei padri costituenti, uno tra gli autori più eminenti dell’attuale Costituzione. La seconda, Ministro dell’attuale governo Renzi e madrina della recente riforma costituzionale, ha come titolo di merito un master in Diritto Pubblico.
Perché voto no
1-Non è vero, come dice l’illustre costituzionalista  Maria Elena Etruria Boschi, che il no sprecherebbe due anni di lavoro del parlamento. Curioso discorso. Il governo Berlusconi lavorò quattro anni alla riforma della Costituzione. Si votò, l’Italia disse no, nessuno parlò di spreco del tempo. O per caso il tempo della Boschi e di Renzi è più prezioso di quello degli altri?
2-Non è esatto, o almeno non basta, dire che il referendum si muove nella direzione giusta, come sostiene Giuliano Amato, quello, tanto per intenderci, che prende 30.000 € al mese di pensione. Se da Crotone voglio andare a Taranto, la via più breve per arrivarci è quella PER mare. Ma se pretendo di arrivarci a nuoto, il meno che possa capitarmi è quello di affogare.
3-Non è vero che col nuovo Senato si risparmia, come sostiene Matteo Bimbominchia Renzi. Intanto le spese generali RESTERebbero invariate. Si risparmierebbe qualcosa (ripeto qualcosa) solo con gli stipendi. Ma che discorso è quello di chi vuole  un tipo di senato solo in base alla convenienza economica? SE IL SENATO NON SERVE, TANTO VALEVA ABOLIRLO. A parte il fatto che i nuovi senatori non sarebbero eletti, ma solo nominati nelle conventicole dei partiti. Vi sembra un progresso questo?
4-Non è vero che la Costituzione è vecchia. Quella degli Stati Uniti ha più di 200 anni e nessuno si sogna di cambiarla. In Inghilterra addirittura la Costituzione non esiste e nessuno si sogna di dire che lì non c’è democrazia. E poi le Costituzioni hanno il compito di condizionare le forze politiche, non quello di adeguarsi alle loro esigenze.
5-Non è vero che la nuova Costituzione semplifica il procedimento legislativo. Già oggi, PUR con il bicameralismo perfetto, l’Italia è in Europa la nazione con la maggiore produzione legislativa. Figuriamoci che cosa succederà quando una delle due camere dovesse essere “abolita”, ma solo in teoria. A parte il fatto che già oggi, con il continuo e SFACCIATO ricorso al voto di fiducia, il governo Renzi ha abolito di fatto non solo il senato, ma l’intero parlamento. E poi non è nemmeno tecnicamente vero che la riforma semplifica l’iter legislativo, perché le nuove norme prevedono ben otto procedure diverse a seconda del tipo di legge da approvare. Ma ve l’immaginate la goduria di chi dovrà dirimere i litigi susseguenti alla confusione delle procedure?
6- Non è vero che la riforma della Costituzione aumenterebbe il prestigio dell’Italia all’estero. La realtà è che oggi l’Italia a livello internazionale conta meno di zero. E lo prova il fatto, a parte alcune incredibili e vergognose interferenze esterne, che perfino alcuni colossi bancari stranieri, come Morgan Stanley e Goldman Sachs, invitano a votare sì. La realtà è che l’Italia con il suo mostruoso debito pubblico, per altro in continua crescita con l’attuale governo, è diventato schiavo della finanza internazionale, che si spinge a chiedere, perché sa che i governi camerieri eseguiranno. A proposito: Renzi mi ricorda quell’uccello nella rete che, più si muove, più resta IMPIGLIAto. Ogni tanto chiede più flessibilità all’UE. Ma sapete che significa più flessibilità? Significa semplicemente l’autorizzazione a fare più debiti, non a risparmiare SUlle spese. Diceva Lenin che a governare uno stato sarebbe stata capace anche la sua cuoca. Ho sempre considerato questa affermazione come una boutade, ma, da quando c’è Renzi, penso proprio che chiunque, anche una cuoca, farebbe meglio di lui. O almeno lo farebbe con maggiore serietà.
7- Non è vero che con il no ci sarebbe una diminuzione del PIL. Lo sostiene la Confindustria, quella, per intenderci, che si è sempre schierata con il padrone di turno e che con Renzi è diventata più parassitaria che mai.
8-La Maria Elena Etruria Boschi sostiene infine che la vittoria del sì sconfiggerebbe anche il terrorismo islamico ed il califfato dell’ISIS. Prendiamola per una barzelletta, ma non tanto ormai, perché da queste tipe, IN COMPLETO STATO CONFUSIONALE, ci si può aspettare di tutto. Una cosa è certa: quando la Boschi ha sostenuto questa tesi, era fresca reduce da un pranzo caratterizzato da abbondanti libagioni. Ma la tesi prevalente ormai nella campagna referendaria del governo è che una cazzata al giorno leva il medico di torno.
9-Fin qui le considerazioni di carattere tecnico, ma, last but not least, c’è anche una considerazione di carattere, diciamo pure, personale. E’ che, ci pensate?, il grande cazzaro Matteo Renzi ha PROMESSo che, in caso di vittoria del no, se ne ritornerà a casa. Certo, conoscendo Renzi, la cosa non appare del tutto pacifica e scontata, ma sarebbe comunque un buon inizio per farlo fuori. Non so a voi, ma a me la cosa piace, come diceva la buonanima di Totò. Volete mettere? Dovrebbe bastare solo questo a far vincere il no.

lunedì 24 ottobre 2016

La fatica dello scrivere

In viale Magna Graecia, a Crotone, sulla strada per Capocolonna. Quante sono le villette in vendita? Se sono più di una, la forma corretta è "Vendonsi", che sta per "Si vendono". Ma si può essere indulgenti: la forma scorretta è talmente diffusa, da essere diventata ormai quasi universalmente accettata.





I soci del Club, prima di preparare il manifesto di partecipazione, avevano frequentato un corso accelerato di Inglese. Forse alla Oxford University.




In via Mario Nicoletta, a Crotone. Questi avevano talmente fretta di "afitare"/vendere, che, per guadagnar tempo, hanno tralasciato varie consonanti.






In una pasticceria di Crotone. Tempo di crisi, si sa. Si risparmia su tutto, anche sulle vocali.
In un negozio di via V.Veneto, a Crotone. Qui, invece, l'inchiostro del pennarello stava per finire ed hanno deciso di risparmiare sulle i.







Maria Cristina diventa Maria Cristiana e la defunta, invece di essere "adorata", è "adolorata". Era consapevole di tutto?







A Crotone. "Magna Grecia" è scritto in Italiano o in Latino? Se è Italiano, la forma corretta è "Grande Grecia". Se è Latino, la forma corretta è "Magna Graecia". Con il dittongo "ae", certo. A Catanzaro c'è l'Università della Magna Graecia. Vedere per credere.